opere

 

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  • Natura con Deus 30x450 olio e pig. naturali su tavola 2016
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 1
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 2
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 3
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 4
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 5
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 6
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 7
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 8
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 9
  • Natura con Deus 2016 dettaglio n. 10
  • Laterale 50x70 olio su tela 2018
  • Era 35x50 olio su tela 2020
  • Era (quadrittico) 35x50 cad. olio su tela 2020
  • Phaos 35x28 tecniche miste su tela 2019
  • Natura dell'Indo Aest 40x100 tecniche miste su tela 2018
  • Natura dell'Indo 70x100 tecniche miste su tela 2018
  • Nimble Est 100x100 tecniche miste su tela 2018
  • De Naturale 18 25x30 cad. tecniche miste su tela 2018
  • Con Pura Forma 200x200 tecniche miste su tela 2018
  • Natura continua 70x100 tecniche miste su tela 2016
  • The Inside-Out Man (landscape) 35x50 cad. olio su tela 2020
  • De See Natura 30x80 olio e tecniche miste su tela 2016
  • E - Then 1 50x70 tecniche miste su tela 2018
  • Not (landscape) 100x100 cad. tecniche miste su tela 2018
  • Do Not II 50x70 olio e tecniche miste su tela 2018
  • Etere 100x100 tecniche miste su tela 2016
  • Con Pura Forma 200x200 tecniche miste su tela 2018
  • The Inside-Out Man (landscape) III 50x50 olio su tela 2020
  • See away - Veduta 1 40x50 tecniche miste su tela 2015
  • Il grande freddo 50x70 tecniche miste su tela 2018
  • Studio sulla pura forma 30x25 tecniche miste su tela 2012

''In questa serie di opere, che fanno parte del ciclo intitolato ''Aesthetica'', iniziato nel 2015, Daniele Bongiovanni è arrivato alla nitida e rarefatta purezza di una materia pittorica costituita quasi soltanto da bianche suggestioni spaziali e luminose, appena animate da delicate tracce cromatiche indeterminate.

È il risultato di una notevole evoluzione della sua ricerca in direzione di una radicale volontà di essenzializzazione, o se si vuole di sublimazione, del linguaggio figurativo. E cioè di una progressiva presa di coscienza dell'importanza di elaborare le sue composizioni non solo come rappresentazioni ispirate dalla realtà esterna ma anche, soprattutto, come espressione che emerge direttamente dagli elementi costitutivi della pittura, vale a dire dalla delicata e complessa interrelazione primaria fra lo spazio fisico bidimensionale del supporto e le modalità della stesura dei colori.

In questo senso Bongiovanni è riuscito a mettere in scena degli artefatti che da un lato si caratterizzano per peculiari valenze evocative e dall'altro, per una tensione che, per certi versi, possiamo definire analitica e minimale (se non proprio minimalista): visioni che sollecitano l'immaginazione dell'osservatore, e che allo stesso tempo hanno connotazioni chiaramente autoreferenziali.

Una tale stimolante ambivalenza è particolarmente efficace dato che si tratta di dipinti che, a prima vista, sembrano legittimamente rientrare nel tradizionale genere del paesaggio. Ma sono paesaggi sui generis perché ci troviamo davanti non tanto a pitture di paesaggio quanto piuttosto a vibranti e evanescenti ''paesaggi'' della pittura.''

(Francesco Poli)

Testo completo

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  • Exist (omnia) 100x70 olio su tela 2018
  • Exist (omnia) 2018 dettaglio
  • Sophia numerata 35x30 tecniche miste su tavola 2013
  • Croma sul Bianco 60x50 olio e tecniche miste su tela 2013
  • Liquido 60x50 olio e tecniche miste su tela 2009
  • Attraverso 40x20 olio su tavola 2013
  • No Mood 60x80 olio su tela 2016
  • Mood 02 15x30 china su carta preparata 2017
  • Morphology 57x50 tecniche miste su tela 2015

''Il bianco è il protagonista indiscusso delle opere di Daniele Bongiovanni.

Le figure emergono delicatamente e silenziosamente. Si nascondono e ci scrutano, in un gioco di accenni e di contrappunti visivi eterei e sfumati.

Sembra una volontà dettata dalle figure stesse, più che dall'Artista nella sua consapevolezza ed inconsapevolezza creativa. Personaggi che letteralmente si svelano a noi osservatori come parte di una stesura teatrale silente, che non vogliono rivelarsi, che ci spiano. Forse, ci giudicano ponendosi moralmente al di sopra di noi, come se avessero trovato nella luce una dimensione ideale. Forse, ci compatiscono perché noi siamo ancora avvolti dalle tenebre e dai compromessi del tempo.

Ecco, il tempo. Una condizione umana che nei quadri di Bongiovanni non c'è. Un concetto affermato dall'artista stesso attraverso la sua corporeità. Nelle fotografie che lo rappresentano infatti c'è un'immagine che mi ha colpito profondamente: l'orologio al polso, avvolto in una collana. Come se l'arte, rappresentata dal gioiello, avesse bloccato lo strumento per eccellenza per misurare qualunque ciclicità.

Nell'opera di Bongiovanni la figura umana e la natura sono accomunate da una sospensione temporale e visiva che avvolge e cela, che mostra e disperde.''

(Claudio Strinati)

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